L’Agenda 2030, siglata nel 2015 dai Paesi membri della Nazioni Unite, e il più recente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, stilato in risposta alla pandemia da Covid-19, ci parlano della necessità sempre più impellente di ridisegnare la nostra realtà in un’ottica di Sviluppo Sostenibile.
Se c’è una parola in grado di legare e creare sinergia tra questi due concetti, quello di “sviluppo” e di “sostenibilità”, è proprio la parola digitale. Non è un caso che, tanto nell’Agenda 2030, quanto nel PNRR, si parli di innovazione e ammodernamento di aziende e PA, di tecnologie pulite e di dati digitali.
La recente ricerca “Digitalizzazione e sostenibilità per la ripresa dell’Italia”, realizzata da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Microsoft Italia, stima che tra il 2020 e il 2030 il digitale contribuirà ad abbattere fino al 10% delle emissioni di Co2 rispetto ai livelli del 2019, con un impatto pari a quello incrementale delle energie rinnovabili.
Ma gli effetti positivi del digitale non riguardano solo l’ambiente. Dalla ricerca emerge che le aziende digitalizzate hanno capacità produttive superiori del 64% rispetto alle aziende che non si sono ancora affacciate al panorama della digital transformation.
Cloud e sostenibilità
Tra le tecnologie più innovative degli ultimi anni, il cloud è una di quelle che si configura maggiormente come abilitatore di uno sviluppo sostenibile, sia sul piano aziendale, per la sua capacità di rendere i business più agili e ridurre i costi, che su quello ambientale.
Per un’azienda, infatti, affidarsi al cloud comporta una riduzione dei consumi energetici altrimenti connessi alla gestione di un Data Center “in house” e una riduzione delle emissioni di gas serra che consente alle PMI di risparmiare fino al 90% della loro carbon footprint.
I Cloud Data Center più moderni sfruttano tecnologie innovative capaci di ridurre significativamente i consumi energetici. Ne sono un esempio i Data Center Green Oriented di Noovle, realizzati secondo i massimi livelli di sicurezza, protezione, operatività ed efficienza energetica per rispecchiare il nostro impegno quotidiano nel preservare l’ambiente e le Persone.
Un ulteriore aspetto da considerare è quello che concerne la dematerializzazione legata al digitale. Sostituire prodotti o servizi fisici con soluzioni equivalenti virtuali comporta una riduzione nella produzione di scarti che altrimenti andrebbero smaltiti. Ne sono un esempio i servizi di archiviazione cloud che consentono un minore impiego di carta, ma anche di macchinari e hardware. L’effetto “collaterale” che ne consegue è quello di una riduzione dei costi per le aziende che, in tal modo, possono concentrare il loro effort sul core aziendale.
Cloud e Green Deal
In un documento del 10 marzo 2021, la stessa Unione Europea, parlando di sostenibilità e digitalizzazione, ha chiamato in causa le tecnologie cloud, dichiarando: “La Commissione punta a consentire l’accesso a infrastrutture e servizi cloud sicuri, sostenibili e interoperabili per le imprese europee. […] è indispensabile poter usufruire di infrastrutture Edge e cloud affidabili ed efficienti dal punto di vista energetico”.
Nello stesso documento, in riferimento agli obiettivi del Green Deal – l’impegno formale dell’UE per arrivare ad una neutralità climatica entro il 2050 – si legge: “Cloud computing ed Edge computing saranno tra quelle tecnologie digitali che contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità del Green Deal europeo in settori come l’agricoltura, la mobilità, il building e il manufacturing”.
Noovle per la sostenibilità: il nostro impegno
In qualità di Società Benefit, noi di Noovle abbiamo fatto del rispetto per l’ambiente, della valorizzazione del capitale umano e dell’identificazione di soluzioni di business lean, le leve che muovono il nostro agire.
È in questo modo che contribuiamo alla costruzione di un futuro dove l’innovazione digitale e tecnologia sono al servizio di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
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