Presentati oggi i risultati della Ricerca condotta dall’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, che da undici anni monitora l’evoluzione del mercato Cloud in Italia. 

L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha determinato un cambio di passo nell’adozione del cloud che si è rivelato il migliore alleato per rispondere efficacemente allo stato di emergenza e garantire la continuità operativa di aziende, enti e organizzazioni. Il mercato del Cloud italiano raggiungerà entro la fine dell’anno i 3,34 Miliardi di Euro, registrando una crescita del 21% rispetto all’anno precedente. La componente Public & Hybrid Cloud si conferma protagonista con una dinamica dirompente (+30% sul 2019).

Le soluzioni SaaS per contrastare l’emergenza

A fare la differenza sono state soprattutto le soluzioni SaaS (Software as a Service),  “pronte all’uso” e in grado di facilitare la collaborazione con clienti, partner e dipendenti: sono state loro a  guidare la crescita registrando un +46% sul 2019 e superando il Miliardo di Euro di spesa complessiva. Numeri importanti e in totale discontinuità rispetto al passato, caratterizzati da un’esplosione di tutte quelle categorie di servizi che hanno permesso alle aziende di restare operative in fase emergenziale: gli strumenti di Collaboration, la Gestione Documentale, i software di Project Management e Agile, i portali eCommerce, l’Office Automation, la Posta Elettronica e la PEC. 

Buona anche la crescita dei servizi SaaS di Analytics, guidati dalla componente di Artificial Intelligence: l’automazione ha infatti assunto una rilevanza ancora maggiore nel corso della fase emergenziale grazie all’adozione di servizi pronti all’uso.

Gli obiettivi della ricerca

Gli obiettivi della ricerca dell’Osservatorio erano tesi, oltre che a quantificare e analizzare il mercato del cloud, anche ad approfondirne le dinamiche, le metodologie e gli  strumenti (come la metodologia DevOps ) oltre che illustrarne gli aspetti tecnologici e organizzativi. Soprattutto per stabilire  se la crescita, al di là delle necessità contingenziali che chiaramente hanno giocato un ruolo determinante,  fosse supportata anche da una visione a lungo termine. Certo è che la pandemia ha costretto anche quella parte delle PMI più restia e meno digitalizzata ad adeguarsi in fretta  per non interrompere del tutto le attività facendo registrare una crescita della spesa Public & Hybrid Cloud del + 39%. Mentre dal canto loro le grandi organizzazioni, avendo nella maggior parte dei casi già compiuto il primo passo verso il Cloud, nel periodo emergenziale hanno potuto confermare le scelte intraprese supportando la collaborazione tra dipendenti (beneficio dichiarato come significativo nell’82% dei casi), fornendo continuità operativa ai processi di business (79%), mantenendo attiva la relazione con i clienti (69%), implementando nuovi progetti digitali (66%) e garantendo maggiore competitività nei rispettivi mercati (58%). 

La vera sfida è adesso

L’emergenza sanitaria ha creato una situazione senza precedenti e il Cloud, in particolare nella componente applicativa, è stato una leva fondamentale, ma i ricercatori hanno sottolineato che  la vera sfida è adesso: occorre passare da una risposta contingente a una strategia digitale a lungo termine basata sul Cloud. 

Soprattutto in funzione del fatto che se è vero che la spesa SaaS ha registrato dinamiche sorprendenti rispetto agli anni passati, è altrettanto vero che i grandi progetti di migrazione hanno subito un rallentamento, o addirittura un blocco, nella prima parte dell’anno a causa del lockdown per poi riprendere lentamente nella seconda parte. 

Questo ha determinato una decelerazione nella spesa IaaS, che ha registrato un +16%, contro il +25% del 2019 (con le migliori performance offerte da Virtual Machine e Container Management) e della spesa PaaS che si attesta a un +22% contro il +38% dell’anno precedente. 

Hybrid & Multicloud

La ricerca conferma che le aziende, in continuità con gli anni scorsi, sono sempre più orientate verso una strategia Hybrid & Multicloud, in cui le risorse Public e Private Cloud dei diversi provider vengono integrate e coordinate con i sistemi on-premise in modo da trarre beneficio da ciascuna modalità di erogazione.

Su questo è intervenuto Andrea Testa, CTO di Noovle, soffermandosi sulle sfide che le PMI si trovano ad affrontare (dalle competenze digitali ai problemi di investimento) e spiegando in che modo la tecnologia possa trasformarsi in quell’elemento abilitante in grado di fare la differenza: “ormai spostare le applicazioni e adottare framework aperti è diventato imperativo” – ha dichiarato – “e noi supportiamo le aziende in questa complessa e difficile trasformazione. Il multicloud è la strada privilegiata e la containerizzazione è la chiave di volta. La vera sfida consiste  nell’accompagnare le aziende nel graduale processo di adozione di un approccio software defined per rendere astratte le capacità di gestione e di amministrazione della tecnologia e fruire dei benefici in termini di scalabilità e flessibilità in base alle reali necessità del momento.”

La sfida si gioca dunque su più piani ed è chiaro che il passaggio verso il cloud deve essere basato su percorsi il più possibile personalizzati  rispetto alle esigenze aziendali, su corretti  piani di change management e soprattutto su reti di partnership.

Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation, ha chiuso i lavori ribadendo l’importanza del tema organizzativo: la crescita quantitativa in termini di adozione del cloud e l’accelerazione dovuta al periodo forzato di remote working – con oltre sei milioni di lavoratori coinvolti – sono stati fondamentali per capire che il digitale è stata la variabile chiave di resilienza, ma perché l’IT sia in grado di sostenere tali aspettative è necessario colmare alcuni gap e partire dai modelli organizzativi.

La sfida è appena iniziata.

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