06.08.2025

Le vere sfide dell’AI generativa in azienda

Dati, competenze, priorità, sistemi legacy e resistenza interna

Qualità dei dati: il fondamento fragile dell’AI

L’Intelligenza Artificiale, in particolare la Generative AI (GenAI), dipende dalla qualità, dall’accessibilità e dall’ affidabilità dei dati. Uno studio IDC condotto su quasi 3.000 decision-maker globali ha rilevato che la scarsa qualità dei dati è la barriera principale al successo dei progetti AI. Sistemi distribuiti, silos informativi e mancanza di governance sono i principali nemici dell’efficacia predittiva e adattiva dell’AI. 

L’adozione della GenAI richiede un’infrastruttura cloud centralizzata, ma anche meccanismi robusti di data governance, privacy e monitoraggio dei modelli. Inoltre, l’AI Generativa può essere adottata come sistema diagnostico per la valutazione della qualità dei dati, abilitando l’identificazione di aree critiche e suggerendo interventi migliorativi, anche in scenari caratterizzati da dataset non ottimali o incompleti. 

Competenze digitali: il vero digital divide

Il gap di competenze è una barriera sistemica. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale del Politecnico di Milano, il 57% dei lavoratori italiani ritiene di non essere preparato per l’AI, mentre solo il 49% ha ricevuto una formazione adeguata. Il rischio è che le tecnologie avanzino più velocemente delle persone. 

Alcune aziende italiane, tra cui il Gruppo TIM,  stanno investendo in programmi di formazione diffusa, sperimentazione pratica e accesso diretto alle tecnologie AI per abilitare l’apprendimento esperienziale. Questo approccio punta a costruire una cultura dell’apprendimento continuo, che vada oltre la tradizionale formazione teorica. 

Molti progetti AI falliscono non per mancanza di potenziale, ma perché non riescono a imporsi tra le priorità aziendali.  

L’approccio più efficace è sperimentare su problemi concreti che siano già in cima all’agenda del top management, utilizzando la GenAI per migliorare produttività, decision making o ridurre attriti nei flussi critici. Le aziende italiane più avanzate tendono a partire dalla sfida strategica più importante e a dimostrare valore reale attraverso applicazioni pratiche. 

Infrastruttura IT obsoleta: la zavorra invisibile

La GenAI richiede integrazione fluida, scalabilità e accesso tempo reale ai dati. Tuttavia, molte aziende italiane ed europee faticano a modernizzare i sistemi legacy progettati decenni fa. Le limitazioni architetturali frenano la capacità di sfruttare modelli avanzati o scalare le soluzioni AI. 

Secondo una ricerca condotta da Gartner, entro il 2026 oltre il 70% delle imprese che non aggiorneranno l’IT legacy vedranno fallire i loro progetti AI. Parallelamente, i costi infrastrutturali rappresentano una barriera significativa, includendo hardware specializzato, interfacce API personalizzate e software ad hoc. 

Resistenza interna e sabotaggio: l’AI vista come minaccia

Un sondaggio condotto da Workplace Intelligence ha rivelato che il 31% dei lavoratori ammette di sabotare attivamente i progetti di AI della propria azienda. Le cause principali sono la paura di perdere il lavoro, la sfiducia nelle nuove tecnologie e la mancanza di comprensione del valore dell’AI. 

In Italia, alcune aziende stanno promuovendo il coinvolgimento dei dipendenti attraverso una leadership che utilizza l’AI come leva per potenziare le persone, piuttosto che sostituirle. Quando i dipendenti vedono benefici concreti, come la riduzione della burocrazia o il supporto nelle decisioni operative, tendono a diventare alleati del cambiamento. 

L'approccio di TIM Enterprise

Il successo dell’AI in azienda non dipende quindi solo dalla tecnologia. Superare le 5 barriere identificate – dati, competenze, priorità, sistemi legacy e resistenza interna – è il primo passo per trasformare il potenziale dell’AI in vantaggio competitivo. 

In questo contesto, TIM Enterprise guida le aziende nell’adozione di soluzioni GenAI, migliorando produttività e decision making, garantendo al contempo protezione dei dati e privacy. Investendo nella modernizzazione infrastrutturale e nel miglioramento delle competenze interne, le imprese possono sfruttare al meglio il potenziale dell’AI, con TIM Enterprise come partner strategico per una trasformazione digitale responsabile e orientata al risultato. 

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