A Milano, il 24 ottobre 2018 è stato presentato l’Assintel Report, la ricerca curata da IDC che fotografa il mercato dell’innovazione nel 2018 e i trend di investimento del 2019. Gli esperti hanno illustrato i dirompenti effetti a catena che la trasformazione digitale sta innescando su tecnologie, processi, prodotti, relazioni, organizzazioni e hanno presentato nuovi modelli di interazione con l’ecosistema dell’innovazione mettendo l’accento su nuove architetture e piattaforme digitali. I dati evidenziano un trend positivo di crescita costellato da luci e ombre: il mercato dell’Information and Communication Technology è in aumento dello 0,7%, fino a toccare i 30 miliardi di euro entro la fine del 2018. Previsioni ancora più ottimistiche per il prossimo anno: si stima una crescita del comparto dell’1,6% questo grazie agli investimenti delle grandi aziende soprattutto negli ambiti più disruptive legati ai cosiddetti Acceleratori dell’Innovazione: cloud a +25%, IoT +18%, intelligenza artificiale +31%, realtà virtuale e aumentata +72%, wearables +43 e big data e analytics +26%.

Per raccogliere la voce delle aziende sui principali temi del mercato IDC, sul palco si sono avvicendate alcune organizzazioni che fanno dell’ICT il loro core business come Adfor, Etna Hitech, Intel, Kaspersky e Noovle.

L’intervento di Piergiorgio De Campo, CEO & CTO di Noovle, partner di Google, azienda di consulenza per l’adozione di tecnologie Cloud, ha trasmesso una visione a lungo termine della Digital Transformation che ricalca la visione IDC e sposta il focus sulle informazioni.

De Campo ha sottolineato l’importanza cruciale del dato, oggi utilizzato soprattutto per misurare l’andamento del business ma in grado di far emergere, per il futuro, preziose informazioni relative ai processi interni ed esterni dell’azienda; grazie all’evoluzione dell’intelligenza artificiale, tali informazioni possono fornire nuovi strumenti a coloro che devono prendere delle decisioni anche secondo una logica predittiva. Secondo De Campo, in linea con la visione IDC, occorre adottare un nuovo modello basato su “piattaforme” sicure ed aperte per una nuova User Experience (UX) dei sistemi aziendali. Un modello “derivato” dalle esperienze realizzate nel mondo consumer dove queste piattaforme hanno rivoluzionato il modo di ingaggiare e gestire il Customer Journey delle persone e definito da IDC Entreprise Digital Experience Platform: in quest’ottica Noovle ha messo a punto NEDiX, la piattaforma ospitata su Google Cloud Platform nata come espressione del progetto “Smart District – SD4.0”, realizzato in collaborazione con LUM Enteprise (azienda spin-off dell’università LUM di Bari rivolta ad offrire servizi alle aziende) e finanziato dal MISE.

Questa piattaforma si identifica con 5 valori chiave, experience, collaboration, intelligence, security, hybrid/open. NEDiX nasce per le aziende che intendono affrontare un un reale processo di trasformazione digitale focalizzato sulla human transformation per efficientare i processi di business, siano essi da creare ex novo, piuttosto che una naturale evoluzione in chiave digitale di altri già esistenti. In entrambi i casi l’azienda deve aprirsi e progettare la nuova soluzione in un modello che sfrutti ed esalti le nuove tecnologie e non tenti di piegare queste ultime a logiche operative già esistenti e probabilmente superate.

Questi progetti non sono gestiti solo dai clienti finali ma anche dalle aziende di servizi, i System Integrator, che hanno implementato e gestito gli attuali processi nella convinzione che la loro partecipazione all’azione di digitalizzazione sia fondamentale. Oltre a SD4.0, il progetto da cui deriva, applicazioni di NEDiX sono riscontrabili in diversi settori: da quello sanitario per cui è stata implementata una soluzione B2B2C per la raccolta e memorizzazione delle informazioni prodotte da dispositivi sanitari (misuratori della glicemia per malati di diabete) al tracciamento delle fasi della vinificazione di una importante cantina italiana per certificare e garantire la filiera di produzione del prodotto.

Un altro esempio in cui viene utilizzato NEDiX è il prodotto TeamPot, uno strumento per supportare il Collaborative Project Management (CPM). TeamPot è integrato con GSuite di Google, raggruppa ed organizza le funzionalità collaborazione personale native in Gsuite all’interno di uno schema di gruppi che devono controllare la gestione di progetti.

Da ultimo può essere citata la startup Anomaleet, un progetto incubato in Noovle che si pone l’obiettivo di utilizzare i device mobili come i cellulari oppure piccole “scatole nere” da installare in auto per riconoscere e tracciare le anomalie (buche, giunti dei ponti etc.) delle nostre strade. Casi anche recenti, come il crollo del ponte Morandi, di “man-made disasters” hanno riacceso l’interesse verso questo tipo di soluzioni da parte delle pubbliche amministrazioni, dei broker assicurativi e delle aziende che partecipano alla manutenzione stradale.

Vi sono infine esempi molto interessanti relativi all’applicazione di modelli IoT nel settore della meccatronica per il controllo del funzionamento di macchine complesse operative in tutto il mondo e progetti che utilizzano il ML per analizzare le immagini scattate con un cellulare per valutare in modo automatico il danno subito da un’automobile.