Noovle4Green – Un progetto condiviso di sostenibilità aziendale

Il Governo italiano sta mettendo a punto il “Green New Deal”, il piano che vuole rendere l’Italia più sostenibile, promuovendo, tra l’altro, la riconversione energetica verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle energie rinnovabili. Il progetto prende spunto dalla proposta di legge avanzata negli Stati Uniti e presentata a Washington dalla democratica Alexandra Ocasio-Cortez con il senatore Ed Markey, e ha come obiettivo un’economia a zero emissioni entro il 2050. Il progetto ha fatto il giro del mondo arrivando anche in Europa: due aziende italiane, Erg e Intesa San Paolo, compaiono già fra le 100 aziende più sostenibili del mondo nella classifica stilata da Corporate Knights. Tutto ciò dimostra che anche le aziende italiane fanno la loro parte in tema di “green”.  In aggiunta, a quanto certifica Istat in un suo Rapporto Annuale 2019, la capacità produttiva aumenta con il crescere della sostenibilità ambientale e sociale delle aziende: «a parità di condizioni, si osserva l’esistenza di un “premio di sostenibilità”, in termini di produttività del lavoro, che cresce all’aumentare del grado di attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale dell’impresa». Una serie di studi svolti sul settore ICT, stima che entro il 2040 i data center saranno responsabili del 14% delle emissioni globali di CO2 e questo accade a causa dei consumi indiretti dei data center ovvero utilizzano grandi quantità di energia per il loro funzionamento. Gli stessi big tech ed i grandi player dell’economia digitale hanno avviato imponenti piani di investimento in direzione green.  Recenti studi dimostrano che dall’80 all’85 % dei rifiuti marini rinvenuti sulle spiagge sono plastica: di questi, gli oggetti di plastica monouso rappresentano il 50 % del totale. Infatti una recente campagna del WWF nella lotta alla plastica negli oceani denuncia che “Più di 33 mila bottigliette di plastica finiscono nel Mediterraneo ogni minuto”. Secondo altri studi ci si aspetta che entro il 2050 il peso della plastica dispersa nei mari raggiungerà quello dei pesci. Nel 2019 il tema della plastica e dell’usa e getta è diventata parola chiave all’ordine del giorno. In questa direzione va anche Noovle, che, in conformità con la direttiva UE 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 volta a ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica monouso sull’ambiente e in linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, avvia il proprio piano di eco sostenibilità: “Noovle4Green – un progetto condiviso di sostenibilità aziendale”

Noovle4Green viene avviato con l’idea di diffondere sensibilità e consapevolezza rispetto ai temi di eco sostenibilità ambientale all’interno dell’azienda.

Gli esempi virtuosi dei nostri partner

Google Cloud

Come dichiarato nel suo rapporto ambientale, per le sue operazioni globali, Google utilizza esclusivamente energia proveniente da fonti rinnovabili e riconferma il suo impegno di ridurre a zero le emissioni di CO2 legate ai data center: ecco alcuni esempi di ecosostenibilità di Google Cloud:

Energia rinnovabile al 100%

Google Cloud privilegia l’energia rinnovabile prodotta dai progetti appena introdotti nella rete, destinati a sostituire e limitare le energie non rinnovabili presenti al suo interno. Infatti Google è il principale acquirente aziendale di energia rinnovabile a livello mondiale.

Riduzione delle emissioni dei sistemi informatici 

Maggiore produttività e sostenibilità: Google Cloud registra una riduzione compresa tra il 65% e l’85% delle emissioni di CO2 e del consumo di energia nel reparto IT

Efficienza energetica ed archiviazione alla massima velocità 

Le unità Google Cloud TPU sono progettate con particolare attenzione all’efficienza energetica 

Data center più efficienti e più intelligenti grazie al Machine Learning

Con Google Cloud si analizzano enormi quantità di dati operativi nei data center: il ML di Google genera suggerimenti di utilità pratica immediata, sviluppa controlli automatizzati e aumenta del 15% l’efficienza energetica

 

Salesforce

Negli ultimi anni Salesforce ha costruito internamente una cultura aziendale rivolta alla sostenibilità ambientale con l’adozione di pratiche responsabili che hanno consentito all’azienda di erogare servizi cloud a emissioni zero. Tutte buone abitudini e buone pratiche che però rappresentano solo la punta dell’iceberg.

Salesforce ha scelto recentemente di aderire al nuovo patto sulle energie rinnovabili insieme ad alcuni importanti partner e clienti al fine di stipulare un VPPA (Virtual Power Purchase Agreement), ossia un contratto a lungo termine per la compravendita di energie rinnovabili, agendo collettivamente come punto di riferimento per un più ampio progetto di sostenibilità in ambito aziendale. Salesforce si è posta un obiettivo ambizioso: svolgere il business utilizzando al 100% energie rinnovabili entro il 2022.

 

SAP

Fin dal 2009, SAP ha inserito la sostenibilità ambientale fra i suoi obiettivi strategici a lungo termine. Nel portare avanti questo impegno ha da subito coinvolto i propri dipendenti, sia per l’assunzione di comportamenti in linea con l’obiettivo sia per la proposizione di nuovi progetti o iniziative volte alla tutela dell’ambiente. Nel 2019, SAP ha aggiornato la propria Global Environmental Policy e ha stabilito nuovi obiettivi, fra cui l’eliminazione della plastica monouso entro il 2020. Per raggiungere questo scopo ha lanciato a luglio il nuovo progetto interdisciplinare Oltre la plastica monouso che include l’identificazione, eliminazione e ricerca di alternative alla plastica monouso all’interno dell’organizzazione e la creazione di campagne e programmi di sensibilizzazione sul tema.

 

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