Finanza, servizi e industria sono i segmenti industriali maggiormente rappresentati nella classifica, mentre pubblica amministrazione e commercio confermano i dati delle edizioni precedenti

Noovle nelle prime 100 imprese attive sul mercato italiano focalizzate su software e servizi IT.

È quanto emerge dall’edizione 2018 della TOP 100 software e servizi elaborata da IDC che, come ogni anno, si pone l’obiettivo di evidenziare i principali attori operanti sul mercato italiano.

La Classifica 2018 – disponibile sul sito Data Manager – inquadra le prime cento aziende classificate in base ai risultati realizzati nel 2017 in Italia e ripartiti su 5 segmenti di mercato.

IDC stima che i dati aggregati della classifica rappresentino circa i due terzi del valore complessivo degli operatori in Italia con un focus maggiore sugli operatori enterprise. A differenza della precedente edizione, i segnali di maggiore espansione arrivano dalle imprese che si posizionano all’apice della filiera industriale, seppure con alcune evidenti differenze e mutamenti di passo tra alcuni operatori. Le società con un fatturato superiore ai 500 milioni di euro, le prime sei posizioni nella Classifica, rappresentano il 41% dei ricavi complessivi nella Top 100 (circa 5,3 miliardi di euro), mentre le imprese con un fatturato inferiore ai 500 milioni (le restanti 95 posizioni) totalizzano complessivamente il 59%, raggiungendo quasi 7,7 miliardi di euro: nel confronto con l’aggregato dell’edizione 2017 è possibile osservare una importante espansione dell’apice della piramide, con ridimensionamento del valore complessivo delle imprese alla base.

Analizzando le dinamiche dei risultati Software e Servizi rispetto all’edizione 2017, emergono alcune conferme e alcune differenze: il numero di operatori che si muovono su un terreno negativo è aumentato in modo significativo mentre si è quasi dimezzato il numero di operatori con crescita a singola cifra (da 54 a 28). Ma il dato più significativo è che si è registrato un aumento importante nel numero delle imprese che crescono a doppia cifra (da 27 imprese a 40).

Rimane piuttosto stabile il livello di concentrazione dei risultati guardando ai primi operatori per verticale: commercio, pubblica amministrazione e finanza continuano a essere i verticali più densamente concentrati nei primi cinque operatori (con una percentuale che varia dal 54% nel commercio al 44% nella finanza), mentre i servizi e l’industria si confermano come i settori caratterizzati da una maggiore intensità competitiva (il dato si attesta tra il 37 e il 41% come lo scorso anno).

La parte conclusiva della ricerca offre anche l’elenco delle imprese “Challengers”, ovvero le imprese che, in base alle loro vendite nel 2017, si sono posizionate tra la 101esima e la 130esima posizione e dei cosiddetti “Diversificati”, una decina di operatori eterogenei che, pur non essendo focalizzati esclusivamente su software e servizi IT, tuttavia esprimono risultati importanti in tale ambito sul mercato italiano.

Lo stimolo governativo legato all’Industry 4.0 potrebbe manifestare i propri effetti nei risultati degli operatori a partire dalla prossima edizione della Classifica, nella quale potranno essere più evidenti gli impatti dei nuovi indirizzi di politica industriale, in particolar modo rispetto al settore manifatturiero. Difficile immaginare una repentina inversione di tendenza del mercato, tuttavia si osserva una notevole attenzione da parte degli operatori, che stanno lavorando con sempre maggiore attenzione all’articolazione della propria value proposition IoT sia per il segmento enterprise che per le PMI.

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