Si è svolto il 3 giugno, in un ambiente stimolante e permeato di arte e creatività come quello offerto dal Laboratorio Lanzani di Brescia, l’incontro dal titolo Made in Italy: Industria 4.0, Machine Learning e Intelligenza Artificiale secondo Google Cloud.

L’incontro,  inserito in un ciclo di eventi promossi dall’Associazione Industriale Bresciana per i settori Abbigliamento, Calzaturiero, Tessile, ha raccolto la testimonianza di esperti provenienti da Google Cloud e Noovle, per approfondire con quali strategie e strumenti è possibile rendere la fabbrica sempre più “intelligente”,  in quella che viene ormai definita l’era di Industria 4.0.

Dopo le prime tre grandi rivoluzioni  – dagli impianti di produzione meccanica del XVIII secolo alle catene di montaggio fino all’automazione dei processi produttivi – oggi siamo nel bel mezzo della quarta rivoluzione industriale nella quale il dato regna da padrone.

Nella produzione industriale i dati sono sempre più al centro di ogni processo per generare valore al punto che, volendo, potremmo dichiarare che in realtà ci troviamo già nella fase 4.1, verso l’universo dell’Intelligenza Artificiale. Nel prossimo futuro non ci sarà differenza fra oggetti e informazioni perché  i prodotti saranno “inestricabilmente collegati alle loro informazioni”. Ma il punto è che, nonostante l’81% delle aziende manifatturiere dichiari che in futuro il digital manufacturing costituirà un elemento chiave per la competitività delle aziende, solo il 14% afferma di essere già adeguatamente equipaggiato con tecnologie digitali e relativa esperienza (Fonte: PwC). In questo contesto quale ruolo gioca Google Cloud?  Senza ombra di dubbio BigG può essere identificato come l’abilitatore digitale dell’era 4.0  e per chiarire meglio il concetto, dal momento che nell’immaginario collettivo il marchio è quasi esclusivamente legato alle funzioni di motore di ricerca, è utile  ricordare che già nel 1999 l’azienda identificava la sua mission nella possibilità di organizzare tutte le informazioni del mondo rendendole  universalmente accessibili. Un proposito molto ambizioso che, a giudicare dai risultati, può dirsi compiuto. Basti pensare che, oggi, il 40% del traffico Internet gira sul network di Google e che per arrivare al punto in cui ci troviamo oggi sono state, di fatto, create tecnologie che prima semplicemente non esistevano: nello specifico, il compito di Google Cloud è quindi quello di portare le  tecnologie all’interno delle aziende offrendo loro la possibilità di sfruttare la migliore infrastruttura del mondo e risolvere i problemi di scala oltre che sfruttare l’esperienza acquisita in tutti questi anni.

Considerata la situazione attuale – da una parte una comprovata riduzione dei margini di profitto e dall’altra l’aumento delle esigenze dei clienti – la differenza la può fare solo l’utilizzo di tecnologie innovative. Secondo Google Cloud sono cinque le opportunità da cogliere:

  1. prendere il dato grezzo e trasformarlo in informazione;
  2. modernizzare l’infrastruttura;
  3. sfruttare i vantaggi  (misurabili in ROI) offerti dalla collaborazione in tutti i processi aziendali;
  4. garantire la sicurezza e la protezione dei dati;
  5. rimanere competitivi essendo più agili.

Declinare i temi dell’innovazione digitale nel manufacturing significa saper sfruttare tecnologie come  l’Internet of Things (dispositivi connessi), i Big Data (la capacità di analizzare grosse moli di dati in poco tempo), e il Machine Learning – analisi dati, video, audio (Text-to-Speech) e le infinite correlazioni che si possono fare attraverso gli algoritmi) per poter affrontare le sfide attuali, ovvero:

  1. essere connessi e saper sfruttare i dati in tempo reale;
  2. simulazione (replica in digitale del processo produttivo per effettuare testing e prendere decisioni informate), analytics, robotics ecc.;
  3. Integrazione sistemi, metodi di produzione avanzata;
  4. manutenzione predittiva;
  5. interazione uomo/macchina (es. chatbot).

In sostanza abbiamo la possibilità di avere a disposizione degli strumenti con una capacità di riconoscimento e comprensione e una potenzialità che non ha eguali. Rientrano fra questi anche quelli afferenti a Google Maps Platform grazie ai quali possono essere messe in campo efficaci  strategie omnicanale di Geomarketing:  non solo è possibile far trovare rapidamente le proprie sedi, fornendo le indicazioni per raggiungerle in base ai diversi mezzi di trasporto e al traffico veicolare presente, ma è anche possibile aumentare il traffico nelle proprie sedi (store locator), attuare strategie di geofencing (messaggi mirati rivolti ad utenti che attraversano un perimetro definito)  e prendere decisioni sulla scorta di puntuali pianificazioni territoriali (è possibile ad esempio stabilire il luogo migliore dove intraprendere un’attività in base ai dati relativi alla popolazione, al traffico, alla concorrenza, alla densità degli esercizi commerciali ecc.).

Gli esempi eccellenti non mancano, approfondire per credere!

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