Al World Economic Forum i principi per cooperare e modellare il futuro dell’economia e della società digitale a livello globale.

400 eventi, tremila partecipanti, 70 capi di Stato, 12 premi Nobel e 110 nazioni rappresentate. Sono questi alcuni dei numeri del World Economic Forum (WEF) che si è chiuso da poco a Davos, in Svizzera (www.weforum.org).

Lungo le 141 pagine di programma è possibile scorrere la molteplicità delle sfide in atto discusse in quello che può forse essere considerato come l’evento politico-economico più importante a livello mondiale e che è giunto quest’anno alla 49esima edizione.

I temi principali sono stati illustrati da Klaus Schwab, il professore di origine tedesca dell’università di Ginevra che nel 1971 ideò l’evento che, da convegno di tipo accademico, fu successivamente esteso a personalità politiche, Ceo e dirigenti di oltre mille aziende leader a livello mondiale per trasformarsi, a partire dal 1987, nel World Economic Forum che conosciamo oggi.

Al centro dell’edizione di quest’anni i temi legati alla Globalizzazione 4.0 che, come ha detto Schwab, deve essere centrata sull’uomo dal momento che “nella società attuale, una ulteriore integrazione mondiale è inevitabile e i modelli esistenti di governance globale hanno difficoltà a promuovere azioni concrete fra le potenze mondiali. Bisogna trovare l’immaginazione e l’impegno necessari, per affrontare un periodo di profonda instabilità globale portata dall’impatto della quarta rivoluzione industriale, dal riallineamento delle dinamiche geo-economiche e delle forze geopolitiche“, ha aggiunto.

Mai come in questa fase, occorre concentrarsi sulle implicazioni dell’attuale trasformazione del contesto geopolitico, economico, sociale ed ambientale definendo, a livello globale, i programmi per affrontare il futuro in modo costruttivo e collaborativo. Di fatto “stiamo entrando nella Quarta Rivoluzione Industriale plasmata da tecnologie avanzate dove il mondo digitale e quello fisico-biologico si combinano per creare innovazioni a velocità e scala senza pari nella storia dell’umanità

Queste trasformazioni stanno radicalmente cambiando il modo in cui i singoli individui, i governi e le aziende si relazionano gli uni con gli altri dirigendosi rapidamente verso una nuova fase di cooperazione globale, quella della Globalizzazione 4.0.

Starà ai Governi riuscire a tradurre questi cambiamenti in nuove opportunità o subire le potenziali controindicazioni che si rifletteranno sulle istituzioni multilaterali come conseguenza dei molteplici fattori geopolitici, economici e ambientali in atto.

Dunque quest’anno il Forum ha fatto leva più che mai sulla sua funzione di organizzazione di cooperazione internazionale pubblico-privato per concentrarsi sulle ramificazioni della globalizzazione 4.0 e sugli impatti futuri della quarta rivoluzione industriale.

Il programma di Davos ha promosso i sistemi di leadership e gestione globale individuando al tempo stesso le molteplici sfaccettature di un mondo complesso che ha definito “multiconcettuale”. I cinque principi su cui si è basato il Forum sono:

  1. Il dialogo è fondamentale e deve essere basato sulla partecipazione di più soggetti interessati.
  2. La globalizzazione deve essere responsabile e sensibile alle preoccupazioni regionali e nazionali
  3. Il coordinamento internazionale deve essere migliorato in assenza di cooperazione multilaterale
  4. Per affrontare le più grandi sfide globali è necessario moltiplicare gli sforzi di collaborazione tra imprese, governo e società civile.
  5. La crescita globale deve essere inclusiva e sostenibile.

Centrale dunque il tema di Industria 4.0 come base di un nuovo modello di produzione e gestione aziendale.

Le opportunità e i benefici senza precedenti derivanti da nuove infrastrutture, applicazioni e dati sono, tuttavia, associati a nuovi interrogativi. Come è possibile costruire un futuro digitale sostenibile, inclusivo e affidabile?

La società ha spesso lottato per raggiungere un consenso su come gestire i beni collettivi a livello globale. Le istituzioni e le norme esistenti devono necessariamente essere ridisegnate per rispondere efficacemente al rapido cambiamento digitale e alla sua natura distribuita e ancora poco nota.

Le decisioni prese oggi plasmeranno il mondo per le generazioni future e collaborazione e innovazione sono la base da cui partire per disegnare insieme il destino collettivo della società.

Modellare il futuro dell’economia e della società digitale è possibile attraverso una piattaforma globale di cooperazione per costruire un’economia digitale sostenibile, inclusiva e affidabile.

Per approfondire temi legati a Industria 4.0

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