Senza un accurato piano di change management è difficile avviare un processo di trasformazione digitale. “Il tema è culturale prima che tecnologico” afferma  Fabrizio Locchetta, CIO di Siram Veolia

Le tecnologie alla base della Digital Transformation (Cloud, Mobile, Big Data, Business Intelligence e Social) hanno favorito l’adozione di servizi in grado di cambiare radicalmente i modelli di gestione e di processo.

In ogni organizzazione – e per ogni funzione aziendale – tali paradigmi rappresentano il miglior supporto per implementare e ottimizzare processi di sviluppo e iniziative di sistema incentrati sulla collaborazione e sulla diffusione dell’informazione.

Ma senza un accurato piano di change management anche il migliore dei progetti IT è destinato a fallire, come è stato ampiamente dimostrato anche nel corso di quest’ultimo periodo dominato dal Covid-19.

L’emergenza sanitaria ha prodotto il più grande esperimento globale di  lavoro a distanza mai neanche immaginato e tutte le organizzazioni che avevano già fatto  leva su elementi di accelerazione come lo smart working, l’apprendimento “just in time” e la cultura manageriale agile e rapida, non hanno praticamente subito scossoni.

L’esempio di Siram Veolia

Ne è un esempio l’esperienza di Fabrizio Locchetta, CIO di Siram Veolia, azienda leader nella gestione ambientale, che nel 2016 ha iniziato un percorso di trasformazione digitale che ha reso l’azienda resiliente e con una infrastruttura già predisposta e collaudata per far fronte all’emergenza.

L’azienda ha scelto il modello cloud first e data for business per trasformarsi in un’organizzazione agile,  in grado di coniugare qualità, velocità e sicurezza, ottimizzando i costi e  riducendo la complessità dell’IT.

satawad

Con il progetto SATAWAD l’azienda ha applicato il modello Byod (“Bring your own device”) secondo i principi Secure, Anytime, Any device, Anywhere  (dal desktop al webtop) e ha avviato un graduale processo di change management che ha guidato i dipendenti verso una modalità lavorativa basata sui principi di piena collaborazione e condivisione.

“Il tema è culturale prima che tecnologico, ma una volta sperimentato è impossibile non apprezzare i benefici derivanti dalla possibilità di condividere documenti e file, creare fogli di lavoro e lavorare contemporaneamente, in qualunque parte del mondo ci si trovi, da qualsiasi dispositivo, risparmiando tempo e migliorando la qualità. Ad oggi l’azienda ha registrato un notevole aumento della produttività accanto ad una drastica riduzione del numero di errori.”

Lo scorso anno era stata avviata un’esperienza di smart working con un gruppo di 200 persone  (su 1000 eligibili) con una rotazione di un giorno a settimana e  prima del remote working forzato il 50% dei documenti attivi era già in Google Cloud: quando è scoppiata la crisi sanitaria non è stato necessario attivare VPN (Virtual Private Network) e 900 dipendenti (sui 1400 che utilizzano un pc) erano già  in possesso di dispositivi chromebook. Questo era il contesto in cui l’azienda si trovava nel momento dell’emergenza: un terreno collaudato e pronto per affrontare le nuove modalità operative imposte dalla crisi. Da quando è scoppiata l’emergenza, mille persone hanno iniziato a lavorare da casa in remote working senza alcuna difficoltà. Solo nel mese di marzo 2020 l’utilizzo del sistema di videoconferenza ha avuto un’impennata  e ha registrato oltre 8600 ore di sessioni di Google Meet.

Guidare il cambiamento: l’importanza del change management

Il caso prova come, accanto agli strumenti tecnologici, sia necessario tracciare percorsi con l’obiettivo di guidare il cambiamento, vincerne le resistenze e offrire a tutta la popolazione aziendale il supporto di cui ha bisogno. 

Se l’innovazione tecnologica esercita un ruolo primario nell’ambito dell’evoluzione dei nuovi modelli produttivi ed economici, è solo partendo dal valore delle risorse umane che si può creare quella interazione indispensabile per la creazione di connessioni di valore tra cose e persone in grado di modificare il futuro.  Da sempre Noovle accompagna i propri clienti, nel processo di innovazione tecnologica con piani strutturati di consulenza, comunicazione e training, paralleli alla fase tecnica di sviluppo. Attraverso il servizio dedicato di Change Management & Training, realizzato con un team dedicato certificato Google, viene redatto un piano di gestione del cambiamento pensato e strutturato per accogliere ogni tipo di necessità aziendale. Moduli formativi ad hoc sostengono le persone nei processi di cambiamento tecnologico che presuppongono, non solo l’apprendimento di nuovi strumenti, ma anche un modo nuovo di lavorare e di relazionarsi con colleghi e clienti.

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