Il cloud ibrido è una realtà: lo ha dichiarato Thomas Kurian, CEO di Google Cloud, presentando Anthos – conosciuto in passato come Cloud Services Platform – attraverso cui è oggi possibile disporre di un’unica interfaccia e gestire tutte le applicazioni allo stesso modo, indipendentemente dal “luogo” in cui esse sono ospitate e dalla soluzione tecnica adoperata: è cioè possibile distribuire, eseguire e gestire le applicazioni su qualunque piattaforma, non solo Google Cloud Platform (GCP), ma anche Amazon AWS, Microsoft Azure o una combinazione di queste.

Nel presentare Anthos, il CEO ha sottolineato che, ancora oggi, l’88% delle aziende persegue una strategia multicloud ed è alla ricerca continua di soluzioni integrabili su tutti gli ecosistemi per non rimanere legato ad un unico fornitore.

Urs Hölzle, SVP di Technical Infrastructure di Google Cloud, raggiungendo sul palco il CEO ha così commentato l’annuncio: quella che presentiamo oggi rappresenta la piattaforma che costituirà il punto di riferimento per i prossimi 20 anni. (…) Essa rappresenta il modo con cui i tre principali servizi cloud – insieme alle configurazioni on-premises – diventeranno una cosa sola“.

In sostanza Anthos è una soluzione al 100% software-based e permette di installare e far funzionare rapidamente l’hardware esistente, senza che sia necessario un aggiornamento forzato dello stack. Anthos sfrutta le API aperte, dando la libertà di effettuare l’aggiornamento in ogni luogo e in ogni momento. Poiché Anthos è basato sul motore Google Kubernetes (GKE), si ricevono in automatico gli ultimi aggiornamenti delle funzionalità e le patch di sicurezza.

Con l’occasione è stato anche annunciato Anthos Migrate in beta, che auto-migra le macchine virtuali on-premise, o da altri cloud, direttamente nei container in GKE e con il minimo sforzo. Questa tecnologia di migrazione, unica nel suo genere, consente di migrare e aggiornare l’infrastruttura in un unico e semplice passaggio, senza dover modificare in anticipo le VM originali o le applicazioni. Grazie a questa trasformazione, il team IT è esente da attività di gestione dell’infrastruttura come la manutenzione delle macchine virtuali e le patch del sistema operativo, ed è libero di concentrarsi sulla gestione e sullo sviluppo delle applicazioni. La migrazione consente inoltre di trarre vantaggio dalle altre integrazioni all’interno di Anthos.

Molte aziende internazionali appartenenti a diversi settori industriali stanno già utilizzando Anthos come soluzione flessibile, portatile e software-based su cui costruire ambienti ibridi e multi-cloud.

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